set 15

icona_chitarraMarco Sfogli è un chitarrista che ha tutte le carte in regola per farsi un nome nell’olimpo dei grandi della musica. Dalla sua chitarra tira fuori tutto ciò che vuole e fa tutto in un modo così naturale ma nel contempo ricercato. Il suo è un genere forte come la sua musica energica, infatti il suo è un progressive-metal come quello dei Dream Theater a cui si ispira. Uno dei suoi pezzi più riusciti e apprezzato è sicuramente Andromeda dove, nell’assolo, mostra la sua tecnica e precisione.

marco sfogliLa sua prima chitarra la ricevette da piccolo e si appassiona al mondo della musica anche perchè cresce musicalmente con il contributo del padre, anche lui chitarrista. Per un breve periodo cambia la sua chitarra con una batteria, ma poi a 16 anni ritorna al suo strumento e non lo abbandona più. Crescendo fa della sua grande passione un lavoro e diventa session-man. Presta la sua chitarra a parecchi artisti tra i quali i Magni Animi Viri, la Nuova Compagnia di Canto Popolare e Alex Argento, Matt Guillory questi solo per citarne alcuni. Si può dire che è con James LaBrie che ha la sua collaborazione migliore. Per chi non lo conoscesse LaBrie è il cantante del Dream Theater, uno dei gruppi progressive più famosi al mondo.

Un passo fondamentale è stato quello che lo ha visto pubblicare il suo primo album da solista, un album tutto suo composto dalle sue creazioni. Nel 2008 vede la luce There’s Hope che è stato caldamente accolto dalle critiche. Il suo è un album stumentale dove la sua chitarra la fa da padrone, ma non stanca e non sovrastra gli altri strumenti. Degna di nota e la partecipazione degli altri membri: Alex Argento, Andrea Casali e Salvyo Maiello. Il suo album, a differenza di altri album strumentali, è veramente godibile e non cade nella monotonia. Marco crea canzoni articolate senza mai cadere nella propria vanità per far emergere a tutti i costi la sua tecnica. La tecnica emerge eccome da ogni canzone che condisce e non sovrasta mai la canzone stessa. Il genere dal quale parte è naturalmente il progressive, ma nelle 11 tracce spazia in più generi, senza soffermarsi troppo su un tema. Alla fine l’album è ben bilanciato e si sente con facilità.

Dopo una buona dose di oggettività, che non fa mai male Laughing, mi lascio andare in considerazioni molto più personali e trascinate dall’entusiasmo. Sentire la musica di Marco è veramente una goduria, anche per chi non è fanatico del progressive. Ho la fortuna di vivere a Caserta proprio la città di Marco e seguirlo nelle sue continue esibizioni live è veramente appagante. Nel CD sentiamo traccie di chitarra tecnicamente perfette e velocissime, le stesse traccie le ritroviamo anche dal vivo, dove nella confusione del live si sente la stessa pulizia del suono del CD. Le canzoni più appezzate dal pubblico sono in primis Andromeda e poi via via le altre, nessuna traccia è da considerarsi inferiore alle altre.

Il consiglio che do è sentire il disco e seguire questo artista perchè promette grandi cose.

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